Cashmere la fibra che tocca il cielo

Cashmere la fibra che tocca il cielo

Storia, tendenze e utilizzo di una fibra pregiata che ha creato capi di maglieria leggendari per stile e qualità

Morbido, leggero, brillante, quasi una calda seconda pelle. E’ da sempre il capo di cashmere, classico o trendy, simbolo di comfort e stile adatto a tutte le stagioni. Particolari tecniche di lavorazione, una estrema cura nella selezione di filati, una materia prima che la natura ha voluto “speciale” sono indispensabili requisiti per la produzione. La sua qualità nasce da una combinazione di finezza, lunghezza e integrità naturale della fibra, che nel filato si traduce in morbidezza, leggerezza e regolarità dell’aspetto. Grazie a queste caratteristiche, nel momento in cui le fibre naturali vengono ritorte insieme, per fare un filato, si ottiene un cashmere morbido e consistente. All’origine della maglieria in cashmere, lo ricordiamo, c’è il prezioso e morbidissimo sotto vello di una capra originaria degli altopiani tra India e Tibet, che una sapiente tecnica di lavorazione ha elevato a filato più pregiato al mondo.  

Ma come si distingue il Cashmere di qualità? L’azienda italiana Cains Moore che da 50 anni produce il migliore cashmere per creare la più fine maglieria “made in Italy” ci consiglia di testare la qualità del capo. 

In primo luogo, c’è il tatto. Quando si stringe nel pugno una maglia di cashmere si deve avere una sensazione di pienezza, senza sentirla pesante, la maglieria deve reagire ritornando velocemente alla sua dimensione originale, reazione conosciuta come effetto spugna. 

Un indumento cosi pregiato va conservato e lavato con particolare cura per non rischiare di danneggiarlo. Occorrono pochi e semplici accorgimenti, precisano alla Cains Moore, per far si che il capo in cashmere si conservi nel tempo e mantenga tutta la sua qualità e morbidezza: primo fra tutti quello di lasciarlo riposare per qualche tempo dopo averlo indossato, prima di riutilizzarlo nuovamente. E’ consigliato esporlo all’aria per diverse ore dopo l’uso e pettinarlo prima di indossarlo con l’apposita spazzola, anche come azione anti-peeling.

E’ indispensabile avere la giusta cura nel lavaggio. L’acqua deve essere a temperatura ambiente, anche in lavatrice con ciclo delicato. Per evitare deformazioni il capo deve essere asciugato in orizzontale ed è assolutamente sconsigliato l’uso dell’asciugatrice.

Una capra preziosa

La capra da cui viene questo vello prezioso è originaria del Kashmir (regione nord-occidentale dell’India), oggi è presente in gran numero in Mongolia e nella regione cinese della Mongolia interna, ma viene allevata anche in molti altri stati (India, Tibet, Pakistan, Afghanistan, Nord America ed Australia) per la produzione della fibra di altissima qualità e di straordinaria finezza. Il pelo delle capre cashmere non viene rasato, ma pettinato, quindi la sua disponibilità è limitata: una capra pettinata può produrre soltanto 250 grammi all’anno di cashmere di prima scelta, adatto per la maglieria più fine. Infatti, solo la piccola parte che proviene da il sotto vello vicino alla pelle è considerata di prima qualità perché più lunga e più fine.