Il cotone dei Maharaja

Il Suvine è uno dei filati utilizzati da Cains Moore

Il cotone, il cui nome deriva dall’arabo al-qutu, è la più importante e diffusa fibra tessile vegetale. Conosciuto da oltre cinquemila anni, giunge in Europa nel corso del Medioevo ma si afferma solo nel 1600. Il commercio dei tessuti di cotone fabbricati in India, di eccezionale finezza e ottima qualità, coinvolgeva i paesi mediterranei già al tempo di Alessandro Magno (356-323 a.C.), che aveva stabilito le rotte commerciali verso l’Oriente.

La cultura cotoniera è stata portata in Occidente dal mondo islamico grazie al know-how delle tecniche di tessitura. Nel corso del XVII secolo l’esperienza nella produzione di tessuti e la potenza marittima iniziarono a concentrarsi in Inghilterra, che divenne cosi il principale centro di produzione dei tessili. 

Il cotone diviene infatti uno dei principali volani della rivoluzione industriale inglese (1760-1830) presa ad esempio dalla Francia, dove il cotone si afferma come fenomeno di moda già a partire dal 1650 anche attraverso “cotonie” (mussole bianche e tele tinte e dipinte importate dall’India), denominate indienes e successivamente stampate anche in Francia. Il cotone indiano Suvine è considerato uno dei tre migliori cotoni del mondo. Ed è proprio il Suvine uno dei filati che Cains Moore utilizza per i suoi capi. Da sempre la caratteristica della produzione Cains Moore è la lavorazione di filati pregiati: prezioso cashmere, cashmere e seta, seta e lane pregiate tessuti sui rarissimi telai inglesi dotati di un ago per ogni millimetro.